Day 25 #cal2013 – Endeavour

Penultimo giorno di vacanza dedicato al California Science Center per ammirare e capire meglio da vicino lo Shuttle Endeavour.

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Come nella miglior tradizione dei musei scientifici americani l’ingresso è gratuito, mentre la visita al colosso dello spazio costa solamente 2 dollari.

Gran parte del museo è interattiva, con molte simulazioni e altrettante aree test dove provare comprensione e abilità.

C’è un area dedicata alla prevenzione dei terremoti molto interessante che fa capire come in questi luoghi si conviva con il fatalismo ma anche con grandi tecnologie e allenamento per ridurre al minimo gli effetti del sisma.

L’area dedicata all’Endeavour è molto ben strutturata e racconta nei minimi dettagli le 25 missioni dello Shuttle, tuta la sua storia, compresa la 26ma missione, ovvero il ritorno a Los Angeles per lil definitivo pensionamento nell’hangar del museoMission 26 The Big Endeavour,

Pomeriggio di relax a Manatthan beach……detta anche Beach Volley City e giudicate voi il perchè dalla foto :)

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Sul pier c’è anche una ‘walk of fame’ dedicata ai campioni di questo sport..

Ultime ore con il naso all’insù per prendere l’ultimo sole, poi consegna dell’auto a noleggio e cena cubana con l’amico Paolo che ci ha dato un sacco di consigli sulla sua California.

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Domani pomeriggio inizia il viaggio di ritorno.

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Day 24 #cal2013 – Come a casa nostra

Di solito ci attrezziamo sempre con le mappe sullo smartphone ma a Los Angeles quasi non ci servono più.
Sembra strano, ma in una delle più grandi città del mondo riusciamo a muoverci con disinvoltura.

Questa è una città dove senza auto sei morto. Son poche le zone dove passeggiare: La promenade di Santa Monica, i vari pier sull’oceano, la promenade di Venice beach, Rodeo Drive a Beverly Hills, il distretto dell’ oro a downtown e 4 passi per Hollywood. Per il resto solo auto.

Però, essendo la quarta volta che ci veniamo, ormai sappiamo quali sono le arterie principali, ovvero autostrade e grandi boulevard che tagliano la città in orizzontale, verticale e diagonale. Una volta che hai capito dove stanno i 4 punti cardinali e le zone principali, il gioco è fatto.

Stasera una frase: ‘la Lincoln è più corta, ma se prendiamo la 10 in un attimo siamo sulla 405 sud e usciamo alla Sepulveda‘ ci ha fatto capire che ci sentiamo sicuri, come a casa.

Oggi abbiamo girovagato fra le spiagge cittadine. Prima Marina del Rey, poi Venice e infine Santa Monica.

Un po’ di foto della splendida giornata, ancora senza Marine layer per cui possiamo ritenerci fortunatissimi.

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Prima del tramonto abbiamo passeggiato un po’ per Santa Monica prima di finire la serata a fare i tamarri da In-n-out praticamente sulla pista di atterraggio, guardando i boing sopra di noi (ne atterra uno ogni 2 minuti) a poche decine di metri.

Domani si va sullo Shuttle Endeavur …. e chi ci ferma più?

Day 3 #cal2013 – Relax e cena americana

Mattinata di relax a poche miglia dall’albergo, ovvero a Manhattan Beach.

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Il posto è davvero cool e molto borghese. Una specie di enclave per giovani bianchi palestrati che esaltano la loro giovinezza con il beach volley, il surf e le pedalate in mountain bike lungo la pista ciclabile che si distende sul lungomare.

Visto il perdurare della nebbiolina che avvolge la spiaggia, decidiamo di girovagare per la splendida downtown e fare qualche acquisto nelle attraenti boutique. Rispetto a Venice e Santa Monica, visitate l’anno scorso, questa località è meno caotica, nettamente più pulita e non c’è traccia di homeless che, paradossalmente, sono il segno distintivo delle spiagge di Los Angeles.

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Nel primo pomeriggio, dopo aver trascorso un po’ di ore ad ammirare le evoluzioni dei surfisti, decidiamo che val la pena rilassarsi a bordo piscina e farsi coccolare dal sole californiano che, a poche centinaia di metri dalla costa, batte sempre forte.

È ora di muoversi verso cena ma prima c’è in programma una tappa al primo shopping center disponibile.
Qui scopriamo un’altra catena commerciale che vende capi firmati a prezzi stracciati. Si tratta di Ross che a buon titolo può affiancarsi a Marshalls che gli anni scorsi abbiamo regolarmente svaligiato.

È quasi sera e Paolo ci aspetta a casa sua per una cena americana D.O.C. Seguendo le sue indicazioni arriviamo in un bellissimo quartiere di casette tipiche con il prato, la veranda e la quiete tipica di questi luoghi così comuni nei film americani ma così diversi dal concetto di condominio europeo.

Paolo e sua moglie ci intrattengono con molti suggerimenti utili per il nostro viaggio, mentre ci deliziano con vini californiani, salse mexican e un favoloso hamburger personalizzato (ognuno si sceglie il tipo di pane e condimento), nonchè delle squisite pannocchie dolci burrate e l’inmancabile torta di frutta.

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Che dire, beati loro che vivono in questo clima e questa atmosfera bucolica. Noi domattina proseguiamo verso Nord, ma a Los Angeles torniamo perchè Paolo ci ha spiegato che l’emozione di ‘IN AND OUT’ non si può perdere, dunque STAY TUNED!

Day 2 #cal2013 – La vastità di Los Angeles

L’anno scorso eravamo arrivati a Los Angeles in automobile e ci eravamo subito accorti della sua vastità attraversandola quasi tutta in autostrada per giungere a Santa Monica.

Quest’anno l’abbiamo vista dall’aereo e garantisco che toglie il fiato. È immensa.

Per spostarci da un (quartiere? città? sobborgo?) all’altro, ci dobbiamo muovere rigorosamente in auto e così abbiamo fatto.

Certo che mai avrei immaginato di tracciare sulla mappa un percorso interno a una città e poi percorrerlo su un’autostrada a 6 corsie, ma qui è normalissimo.

Abbiamo puntato sul bellissimo Griffith PRk e lo abbiamo percorso in lungo e in largo, prima di raggiungere l’Osservatario da cui si domina tutta la città degli angeli, proprio a un tiro di schioppo dalla famosa scritta Hollywood!

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Ci ributtiamo nel caos della città percorrendo il bellissimo e variopinto Sunset Boulevard per cercare qualcosa da mettere sotto i denti e ci imbattiamo in un locale specializzato in birre da tutto il mondo. Riccardo sceglie un hamburger dalla lista con lo strano nome ‘Mac’ senza capire che quello che gli arriverà è un panino con carne e ‘Maccheroni’:)

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Risaliamo in auto un po’ brilli, per ripercorrere il Sunset Boulevard in direzione downtown e la senzazione è bellissima: Riccardo sceglie una selezione rap dall’autoradio, fuori è un delirio di colori e di razze, di fronte si intravedono i grattacieli e all’improvviso appare l’Echo park. Una bellezza unica.

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Arrivando a downtown ci si accorge che, effettivamente, rispetto alle altre grandi città americane, il concetto di ‘centro’ sia un po’ diverso. Ci sono i grattacieli (non aspettatevi Manahtan), ci sono i negozi (pochi) e i palazzi dell’800 ma, verso sera si svuota tutto e downtown diventa una città fantasma.

Giriamo finalmente a piedi per un paio d’ore raggiungendo anche l’antico Pueblo dove ebbe origine Los Angeles e poinla Union Station, prima di risalire per il Walt Disney Center e Infine il MOCA.

È quasi sera e, per tornare all ‘albergo dobbiamo prenderevl’A10……..a 6 corsie :)

Day one #cal2013

Arrivati, stravolti, occhio sbarrato alle 5.30 del mattino e forte mal di testa ma, era scontato con quasi 24 ore di viaggio (dall’uscio di casa a quello dell’hotel).

Prima osservazione rispetto a Luglio dell’anno scorso: giornate corte, alle 20 è già buio.

stay tuned

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foto di AnnaMaria dal balcone dell’albergo. Ore 6.15 , 18 gradi :(